Sinistra Critica partecipa e invita a partecipare domenica 25 marzo alla commemorazione dell’eccidio dei Martiri di Cravasco.

Domenica 25 marzo 2012, 67° anniversario dell’eccidio di Cravasco

Programma:

ore 9.15 Raduno dei partecipanti presso la Chiesa di Cravasco, frazione di Campomorone

ore 10.15 Corteo e deposizione corone – Saluto del Sindaco di Campomorone, Giancarlo Campora – Orazione commemorativa di Luca Borzani, presidente Genova Palazzo Ducale Fondazione per la cultura

Pubblichiamo qui l’immagine del manifesto “Monito ai vinti” affisso nel marzo 1945 dal Comando dei partigiani, alcuni giorni dopo l’eccidio di Cravasco.

L’eccidio di Cravasco

Il 22 marzo 1945 arrivò a Cravasco una pattuglia di soldati tedeschi che presero a saccheggiare le case della zona. Poi si rifocillarono nell’osteria del paese e ripartirono alla volta del Monte Carlo.

Durante la strada però furono attaccati dalla formazione partigiana “Brigata Volante Balilla”. Venne intimata loro la resa ma in risposta spararono e morirono in nove.

Nonostante si fosse trattato di un combattimento, i tedeschi disposero immediata rappresaglia. Il giorno seguente, il 23 marzo 1945, la frazione di Cravasco fu invasa dalle SS unitamente ad alcuni repubblichini. Furono incendiate alcune case del paese, arrestato il parroco e rastrellati i pochi uomini rimasti.

Nel frattempo, su ordine del tenente colonnello delle SS, Sigfrid Engel, venti detenuti politici – che avevano già subito torture alla Casa dello Studente – vennero prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi. Caricati su un camion furono portati nei pressi del Cimitero di Cravasco per essere fucilati.

Vi morirono in 17. Due di loro riuscirono a scappare durante il viaggio e un terzo, Arrigo Diodati, sopravvisse miracolosamente all’esecuzione, nascosto fra i corpi dei compagni morti, seppur ferito egli stesso al collo. Fu in seguito curato da alcuni abitanti e aiutato a riunirsi ai compagni partigiani.

Questi i nomi delle vittime fucilate nell’eccidio di Cravasco:

Oscar Antibo, operaio della Ferraia;

Giovanni Bellegrandi, ingegnere;

Pietro Bernardi, brigata SAP Jori;

Orlando Bianchi, membro del CLN di Uscio;

Virginio Bignotti, direttore d’albergo;

Cesare Bo, impiegato allo stabilimento elettrotecnico di Campi;

Pietro Boido, operaio del cantiere navale Ansaldo;

Giulio Campi, caporeparto dello stabilimento Vittoria – Ansaldo;

Gustavo Capitò, tenente colonnello di Stato Maggiore;

Giovanni Carù, brigata SAP del Centro;

Cesare Dattilo, meccanico aggiustatore allo stabilimento San Giorgio;

Giacomo Goso, laureato in legge;

Giuseppe Malinverni, disegnatore;

Nicola Panevino, giudice presso il tribunale di Savona;

Renato Quartini, disegnatore all’Ansaldo;

Bruno Riberti, operaio dell’Ansaldo;

Ernesto Salvestrini, studente.

Soltanto dopo moltissimi anni, il 5 novembre 1999, arrivò la condanna all’ergastolo da parte del Tribunale militare di Torino nei confronti del tenente colonnello delle SS Sigfrid Engel, all’epoca Comandante della Polizia di Sicurezza, che diede l’ordine di fucilazione.

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